Avevano esordito
Andar via
Cure
D.
Dunque mi...
Ero uscito
Ho gridato...
In treno
Lavabo
Libro
Mi piaceva definire
Punto
Stavo sul sedile


Punto


"Vittorio capisce benissimo quando deve parlare e quando deve rimanere zitto…e subito mi pare chiaro che già è molto difficile andare d'accordo soprattutto se mi continua a ripetere in tergiversante assetto "allora io che dovrei fare che sto qui dalla mattina alla sera!" e io che continuo a pensare "chi te l'ha fatto fare" e subito devio mentalmente sul crinale nefasto della giustificazione "perché in fondo non ha avuto altre possibilità, poveraccio" e parlo con questi accenni di patetica arroganza solo perché sono all'inizio della mia esperienza natatoria nella piscina degli squali divoratori di vita altrui…strano, non so se ho tutti i torti o se mi sto semplicemente trattenendo nell'anticamera del pensiero aprendo pacchettini d'idee sottovuoto…certo è che il sistema d'impegnarsi a trovare qualcosa da fare pur di non far niente è oltremodo affascinate…trasuda una decadenza al limite del collasso…un presupposto di vita che alla fine non la rende troppo distante dall'alzata mattutina delle galline nel pollaio…una fuga verso la struttura…un girovagare tra le trovate di un capufficio mellifluo e dai modi mucosi che lasciano schiuma in abbondanza sulla pelle del ricordo di lui appena se ne esce delirando. "Suvvia allora, dunque è qui da oggi e le sue mansioni sono quelle che già ha potuto leggere nel prospetto, ma mi raccomando di non farsi assorbire dalle liti intestine che qui detonano ad ogni piè sospinto, perché altrimenti entra in un giro vizioso che non può che condurla sempre di più verso la stessa situazione da manicomio, ci siamo intesi, no?" e io non ho inteso molto, no, non ho inteso anche perché non riesco a seguire il senso delle parole perso come sono a cogliere il significato della strana deformazione della bocca che ogni esse procura al mio interlocutore…è affascinante, lo ripeto, la caduta verticale del concetto stesso di uomo che qui si può ammirare senza lo sforzo di utilizzare strumenti tanto sofisticati come l'Analisi. Del resto si muore e basta, ci si dimenticherà di tutto e tutto andrà a posto…l'unica conclusione che può sollevare da questo stato larvale è questa…altrimenti non ne vedo altre. "In più lei sa, o se non lo sa glielo dico io, che qui, quelli del suo livello non possono utilizzare le porte principali, solo quelle di servizio, e non è consentito sostare nell'atrio, tutt'al più nel corridoio di rimpetto ai bagni…ha capito quale? Quello scendendo appena sulla destra…dove ha incontrato il suo collega che è appena uscito…nient'altro?…no, mi pare di averle detto tutto". "D'accordo, ma cosa devo fare qui?" "Ah questo non è affar mio, domani le presenterò il dottor Talori, che le dirà il da farsi, per ora deve attendere fino a quando non torna il suo collega che è andato in missione fuori città per qualche ora…se vuole può anche uscire a fare colazione, ma non si assenti per molto però, potrebbe essere richiesto dal capufficio…oggi c'è molto lavoro da sbrigare, ma del resto a lei non deve interessare…". Silenzio. Lungo silenzio. Allora mi distendo sulla sedia ad osservare fuori da tutte le finestre contemporaneamente concentrandomi sul modo migliore di ostentare una sicurezza carnascialesca per reggere il confronto con il vuoto che circonda il video del computer spento e di quello acceso per contenere salva schermi di felicità da villeggiatura…intanto rimango ammaliato dai ramoscelli d'olivo a cui si intrecciano roselline di plastica rosse e bianche…qui almeno si ama la pace…mi dico.