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A 'sto mondo il silenzio apre delle aspettative future notevoli.
Il silenzio si caratterizza per il suo tempo assente e per il suo
giudizio sospeso. Io a 'sto mondo non avevo granché da farci,
ma soprattutto non avevo granché da godere dal momento che
ogni gioia mi dava al contempo noia e nostalgia
quindi decisi
di rimanere in silenzio, come in sospeso, come un vecchio sul suo
letto di morte.
La mattina mi aveva già accarezzato abbastanza, tanto da
farmi alzare nudo e vuoto, pieno di una nauseante emozione, quasi
estranea, quasi bianca.
A 'sto mondo ci vuole silenzio, silenzio soltanto. Se vuoi un pensiero
originale devi stare in silenzio, se non vuoi nessuna originalità
allora puoi anche parlare, ma devi parlare molto, tirare fuori ogni
sillaba dalle viscere, senza tregua.
A 'sto mondo tutti siamo affetti da una diarrea mentale, il malanno
genetico che fa cercare la comprensione tra palate di concime grammaticale,
senza significato, di cui se ne respira solo, a tratti, il pungente
tanfo d'escremento.
Ma il sole filtrava a strisce tra le tapparelle
a 'sto mondo
le tapparelle sanno ridurti un derelitto che lentamente esce dai
propri sogni al mattino o alla sera.
Le mutande con l'elastico stretto che sega i fianchi e ci passi
l'indice accorgendoti che puoi stare meglio di come stavi
così
d'improvviso.
Aprire l'acqua del lavandino è uno scherzo
sai che ti
potresti perdere tra le fogne di un'intera città se fossi
il tuo muco sanguinolento che ti sei appena estratto dalle cavità
di una narice sesso-femminile.
Allora ti accorgi anche della precarietà di ogni agglomerato
molecolare, come se tu continuassi a pulsare sulla cima di uno spillo.
La precarietà
è ogni altro da sé - ti
viene da dire - come un piccolo chiodo che sporge tra le piastrelle
del bagno e che doveva servire a qualcosa, a qualcuno.
Ti lavi - per gli altri più che per te stesso - ti guardi
allo specchio - per gli altri più che per te stesso - per
quella precarietà che sa parlare attraverso i fili sottilissimi
dell'incomprensione.
A 'sto mondo non si riesce a rimanere fedeli a sé stessi
se non pagando un prezzo troppo alto, più alto di quello
che vale; è per questo che si passa il tempo a guardarci
allo specchio e a chiederci come due cose possano legarsi tra loro
a
'sto mondo sarebbe bene mandarsi e mandare a fare in culo più
spesso e in maniera migliore
Su tutto esiste uno spirito di sopportazione che ha dello straordinario,
che ci avvicina agli animali molto più del pelo pubico
più
dell'istinto d'accoppiamento può l'istinto di sopportazione
dieci
nuovi anni
dieci nuove bastonate
ma la speranza ci traccia
maligna una linea futura, così limpida di fronte a noi, che
la sopportazione ci bacia con passione ragguardevole tirandoci per
la manica delle illusioni.
Ma a 'sto mondo - constatazione palese - si dicono troppo poche
bestemmie e mal dette per giunta,
nessuna cattiveria omicida
in esse.
Perché il bello? A questo ci ha già pensato l'aurora
lacustre, le vette di neve infuocate, i rododendri, gli oleandri
e
a noi non ci rimane che farli fuori tutti quanti
ecco la vera
bestemmia; ma impegnarsi a fondo, senza posa, cominciando ognuno
da se stesso, l'avanzo di natura più a portata di mano. La
bestemmia meglio riuscita è quella che ci porta a nasconderci
dietro l'iniziativa ipocrita, la sicurezza del passo successivo,
ogni giorno sempre di più. Una vendetta pura contro qualcosa
che non conosciamo abbastanza, una vendetta per uccidere dio, noi
stessi ed ogni cosa
La palingenesi infantile delle prime ore della mattina, la palingenesi
deflagrante che è un urlo assestato alla disperazione della
propria gabbia vivente
un porco dio detto con trasporto e sterilissima
potenza catartica, con la faccia affondata nello smalto del lavandino,
bianco, freddo, appartenente ad altri, a tutti gli altri che non
conosceremo mai, che non uccideremo mai.
D'improvviso ci si risolve al suicidio, senza mezzi termini - così
- come tiro di fionda ci s'intravede appesi a una trave, con le
cervella sulle spalle, annegati in un fiume o svuotati di sangue;
e si rimane senza prerogative, senza respiro, con un giorno da insetto
tutto da dimenticare.
Perché a 'sto mondo il suicidio è pure una via d'uscita,
un atto di libertà e d'abbandono allo stesso tempo, un'esaltazione
legittima dell'assurdità
però poi - a 'sto mondo
- si continua a tirare avanti, bisogna pur tirare avanti altrimenti
non ci sarebbe possibile trovare l'anima gemella, l'anima della
condivisione momentanea, il riflesso della felicità estinta.
È l'anima gemella che ci salverà tutti! L'anima come
la nostra
con due languidi occhi graziosi e un sesso che ci
riduce alla salivazione mentale d'immagini real-pornografiche. L'anima
gemella, l'anima bella, l'anima dello spirito dai biondi capelli
che non hanno mai posseduto un solo ritaglio di cielo
e vuoto
un coro di sani principi si staglia nell'aria senza che ciò
possa fare in modo di farci distogliere lo sguardo dalla terribile
accecante sincerità del silenzio
contraddizioni ripercorse,
decorse, gialle.
Lo zimbello delle gocce d'acqua capirà - lui - così
persistente ad ogni getto di tregua che con le mani invoco
non
si può essere che dei fiori nati al bordo del cammino
perché
strappati via gli orpelli, non ci resta che lo squallore dell'ilare
realtà, quella che ci lascia soli ad ogni angolo di tempo.
Però, però
che cosa è che mi fa eccitare
a questo modo ora? L'immagine di quali nudità volgari, di
amplessi peculiari e smembrati, distesi sulla bellezza aperta e
madidi di sudore e umori del piacere, liquidi per inseminare fiori
con gli occhi
? Dove ho lasciato il dolore creativo e metallico
di una non accettazione del possesso? Della paura della rincorsa
?
E si ha paura per sé, per gli altri, per il futuro spento
e stanco
! è come lavarsi il viso, lavarsi da sé
ogni emozione che viene alla ribalta.
Io a 'sto mondo sono il vigliacco del silenzio e l'acqua non deterge,
'st'acqua mezza fredda e mezza ricordo.
Questo cielo azzurro incombente
nero per un salto nella notte
orrendo
io
canto ORRENDO
con viva voce, con voce violenta e schiva
ma
il sangue? Cos'è questo sangue dal naso?
i capillari
filo
di ferro ferito caldo
si rompono con facilità animale
e sanguinano e perdono e sanguinano
si macula lo smalto - vedi?
- diviene macchia rossa, sala per squartamenti d'agnelli, solo per
stretta di vite, tavola di dissanguamento
è come essere
lontani
ancora di più
ancora peggio.
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