Avevano esordito
Andar via
Cure
D.
Dunque mi...
Ero uscito
Ho gridato...
In treno
Lavabo
Libro
Mi piaceva definire
Punto
Stavo sul sedile


In treno (mondana malinconia)


Io non avevo nessuna intenzione di sottrarmi ai suoi stratagemmi, al suo nervoso polemizzare intorno al mio modo di pormi…io non avevo nessuna intenzione di rimanere muto, né di scoraggiarmi nelle parole.
Lei era il suo fuoco interiore che le ardeva negli occhi, sulla sua bocca mossa da ogni rapido pensiero, tra i suoi capelli lunghi e sciolti sul seno teso…così dolce da intuire.
Io non avevo nessuna intenzione di sottrarmi al suo sguardo quasi violento, alla sua sfida silenziosamente rivolta ad un sesso avverso…lanciata con languido gioco di mani regalmente distese su nude cosce, belle che la voluttà ha già reso quelle di una fatale amante.
È lecito godere del disinganno del gioco…ed esisteva qualcosa di uncinante nelle sue pupille incastonate nell'azzurro cupo dell'iride, proprio mentre il sole le tesseva di spesso cristallo…
Io non avevo nessuna intenzione di allontanarmi da quel calore sottinteso, da quel colore bronzeo della pelle che un tramonto lento e stanco esaltava fino ad una luminosità nostalgica; l'estate era il suo quieto lirismo, la sua ode ad una bellezza sfuggente, di quelle bellezze capaci di rivivere nel ricordo di una vicinanza di corpi che non è stata, ma si è già compiuta mille e mille volte, fino ad una familiarità che è già complicità…
Io non avevo nessuna intenzione di sottrarmi a tutto questo: filavamo per una campagna risanata dalla frescura serale che non lo avrebbe permesso. Non avrebbe acconsentito a che si infrangesse la sospesa unità di due luoghi…le ombre lunghe adagiate sugli argini potevano testimoniare che il gioco era ormai giocato e le regole stabilite…spossati negli sguardi da un istante, si riesce tuttavia a vivere un'eternità in bilico sul tempo.
Ma, giuro, non avrei mai voluto lasciare le cose rotolare giù nella banale compromissione…lo giuro…non avrei voluto abbandonare me stesso bambino e rivoltato nella timidezza, perduto in un vago odore di sensualità bruciante…no…non avrei voluto perdere un solo verso di quel poema trasparente e sacro….di quel poema così stretto alla gola…così soffocante…così ingenuo…così profondo nell'atto…così da fuggire, da correggere senza cambiare…lo giuro, anche a me stesso, eppure…eppure così forte anelavo un'alcova qualunque…così lontano dovevo correre, trovare, ritrovare…che il bagno mi convinse, mio malgrado, alla sacrilega masturbazione…al disfacimento rotondo di un'architettura barocca e fragile…alla condizione tristemente intrisa di un piacere secco. Io non avevo nessuna intenzione di sottrarmi ai suoi stratagemmi….ma dovevo farlo, era ora!