Ho gridato e sono solo . Sei tu che hai chiamato …sei tu? Odoro
la vecchiaia tra le mie mani, ho solo un gesto da donare…posso
forse lasciarmi andare questa notte ma il tempo corre veloce anche
per chi aspetta….dopo, dopo si sa conoscere, dopo si impara a
conoscere perché dimenticare è il nostro destino, la nostra più
grande gioia .puoi cominciare o finire non è quello che porta
il domani non è quello che mi riporta a ieri…eppure, eppure io
ricordo che nessun cielo ebbe per me il fascino di questo terrore.
Era cosi che pensava…. Trascinandosi dietro la gamba storpia e
l’anima di cenere .Cammino…il mio cammino si desta con me, il
mio cammino si risolve in me, e passo dopo passo non ritorno osservando
l’esterno con occhi a cristalli liquidi che mi restituiscono un’immagine
distorta…date al mio tempo il suo avvenire, dategli l’istante
convesso del delirio, perché nessun senso più mi trattiene…e il
ragno tesse la sua tela….trappola di morte dal suono impercettibile
….mi chiama…mi chiama e non odo, non più dove sono, non più dove
non vorrei, la tela è del tuo occhio altrove….venne febbraio ad
inglobarsi tutto…fagocitando come un budello senza fine me…e il
ragno….E la sua tela seppe resistere al tuo sangue atteso, la
mia gioia fu per quel tuo monito contro la vita….finalmente non
era vero che eri in cinta. L’anima uscì e non raggiunse dio….cerco
solo di tornare a casa…era tardi, troppo tardi anche per lei…che
sapeva così bene dimenticarsi del gioco.