Avevano esordito
Andar via
Cure
D.
Dunque mi...
Ero uscito
Ho gridato...
In treno
Lavabo
Libro
Mi piaceva definire
Punto
Stavo sul sedile


D.


D. amava molto una macchinina blu metallizzata che aveva ritrovato dietro al frigorifero una volta che lo spostarono per un guasto…doveva essere appartenuta al figlio di G. o di F., oppure al nipote di L., ma comunque era ormai sua e più che altro dei suoi sogni spodestati…e sebbene non fosse più giovane ma avesse raggiunto e superato l'età del torto, D. amava queste cosine capaci di ricondurlo altrove nel suo tempo, che gli permettessero di scorrerlo a ritroso in cerca di una sicurezza tutta materna e niente donne….era così abile e tonico quando impazzava per piste sospese sulle sedie imbandite di cartacce o quando inchiodava di fronte ai suoi occhi e stava attento a far funzionare bene le sospensioni perché anche un po' di fisica dinamica lo sapeva aiutare e poi anche un po' di quel rombo virtuale studiato attentamente dal vero…la sua macchinina era un concerto per piloti sportivi, audaci, ma soprattutto dall'interessante personalità… di quelli capaci in un sol gesto di far capire le proprie intenzioni esistenziali…e quando parcheggiava la macchinina, il tavolo si faceva una periferia di città battuta da qualche vento occidentale e che ancora era estate…la sua macchinina blu un po' la invidiava.