Avevano esordito
Andar via
Cure
D.
Dunque mi...
Ero uscito
Ho gridato...
In treno
Lavabo
Libro
Mi piaceva definire
Punto
Stavo sul sedile


Cure


Si trattava di essersi tagliati la chioma per fare un favore alla familiare ascesa del senso di colpa…un senso di colpa nei confronti del dolcissimo essere stati cantilenati nelle sere di tempesta da fate dalle trecce lunghe e squisite….e dunque ero veramente un'altra persona, soave, eccelsa e pura…mi sembrava d'essere l'incarnazione dell'innocenza e della meschinità messe assieme, intrecciate in forma d'invincibile sostanza…poi esco per non dover troppo pensare a quello che costantemente non riesco più a immaginare o sognare…per non dover troppo pensare a tutto il girotondo d'attese che pervadono il mio stato presente…l'amore che so soltanto inalberare all'albero della tristezza, oppure il sesso che non mi appartiene del tutto, oppure la dolcezza che sa fondare grandi drammi senza aspettative….comunque uscii per dimenticarmi, per non dover starmi ad ascoltare…perché fuori esiste il mondo perduto del non accompagnamento del destino…senza casa derelitta io sono venuto solamente a cercarti e ti ho trovata…senza nessuna eccezione in questo frangente di postmodernismo reiterato in cui si suona come si sarebbe suonato negli anni ottanta e soprattutto si suona come altri hanno suonato negli anni ottanta…a nulla vale il detto di Courbet per cui è meglio essere quello che non si sarebbe mai voluto essere perché si è se stessi…e si rimane sempre attoniti di fronte a questo perenne scherzo della natura che ti incute l'accoppiamento come terrore sacro, come vincolo esacerbante dell'istinto, come fine ultimo dell'esistenza malsana…cosa si cela dietro questa grandissima presa per il culo? Cosa si cela dietro il tuo sorriso ammiccante in questa serata in cui la volgarità farebbe solamente una meschina comparsa? L'eccellente attore, l'apoteosi della stanchezza delle idee, si è impossessato da sempre della grande potenza divinatoria della rivolta…dove siamo finiti, mio uomo, tu sai dove? Cosa rimane del mare, della grande traversata dell'ignoto che è il nostro più inintelligibile viaggio, se non una mefistofelica attrazione sessuale?…La bestialità è una condizione che sublima ogni possibile analisi….siamo animali senza nessuna altra scelta che quella di negarci…allora, dunque, potrò rincontrarti un giorno che non avrò niente da dirti?