Brigata Clinamem
Brigata Clinamem 2
Giugnoluglio...
Lagune
Lupo
"Pape Natal,...


Lupo
(monologo)


Mi ha raggiunto il maledetto, ce l'avevo sul collo un niente fa e adesso mi sta già sopra con le mani addosso.
Bastardo, Inverno schifoso, mi bracca. Cosa scappo che gli corro in bocca! Cosa scappo che è la mia ombra! E allora fottuto vieni pure, sono qui, peggio per me. Allora se è lo sfacelo lo sfacelo sia: Merda piovi!
Anima? Andata, ok. Quiete? Mai più, va bene. Amore? E che cazzo è? Prendo atto, Inverno, ma non ti parlo. Io parlo con la tua immagine riflessa sulla mia pelle sudata. Salve Inferno, che bella labiodentale sorda che hai dopo la prima sillaba! Vieni vicino, scotti vero? Sei basso e perfido! Non so, prova, maledicimi. Infestami, sono qui, fatti sotto. Dai che forse sento un po' di calore. Sfodera qualche anatema forte per condannarmi. Pena eterna? Bella novità. Non fai un cazzo Inferno, sei fiacco, tuo cugino è più bastardo. Fa freddo, tutto ghiacciato, tra questi pioppi rachitici senza neanche una foglia, piantati a terra come pali. Bene, allora ci vuole la pelliccia. Pelo crespo, ostile, non crederai che mi sforzi pure d'essere piacevole vero? Anzi, ci metto anche un po' di zanne, tanto per evitare equivoci.
Zanne, armi, mie. Niente strumenti, invenzioni, protesi da impotenti complessati, no, roba mia, armi mie, mio corpo: zanne. Artigli anche: mordo, graffio, faccio male.
Ti faccio male. Posso squartare, Inverno! Visto? E la pelliccia crespa che mi ritrovo è una corazza, dentro l'Inferno riesce ad attecchire e inizio anche a sentirne l'effetto. Ehi, ce ne hai messo ma adesso si ragiona Inferno, sono dannato? Bene. Pietà ciao, ci vediamo un'altra volta.
Cos'è? Fame. Labiodentale sorda sforzata. Affondare.
Affondare le zanne e gli artigli.
Spari! Dai, ci siamo.
Urla! Ce l'hanno con me. E' l'ora.
Corrono, corro, corriamo, bene.
"Prendilo" si "La bestia" dai " Eccolo" avanti "Ammazzalo!" fatevi sotto.
Cosa cazzo stai mirando! Ti sono dietro.
No sopra, no addosso. Eh, eh, come l'Inverno.
Affonda. Labiodentale sorda appagata. Ora ti sono dentro, o almeno con buona parte del muso. Fame, meno. No, di più, molta di più. Altri, altri spari, altri "la bestia" ancora "uccidilo" ancora "colpiscilo".
Il secondo l'ho preso acquattato nell'ombra, il terzo l'ho finito rotolandomi corpo a corpo finché non respirava più. E il quarto e il quinto. Notte! Non finisci più, ancora.
E il loro sangue è il mio sudore e la mia bava è la loro estrema unzione.
Scalpiccio sulla terra nuda, e fiatone concitato, a tempo, in ritmo costante: basta questo a caricarmi, la mia rincorsa continua. Da uno strazio all'altro, in fretta. Bolli Inferno, blasfemo, forza!
Notte infinita! Aria nera e densa, viva, che ti fai respirare ovunque, hai cancellato tutti i confini. Ma che c'è? Sta già finendo! Non ha fatto in tempo a diventare azzurro che è già argento: Mattino. Sei tutto grigio, la luce c'è, è strana. I pioppi, in fila, sembrano pali da tortura. Cielo dove sei? Grigio. Ecco, la nebbia, mi arriva appena sopra la testa, e sono acquattato, siamo dello stesso colore. Cazzo la sento che mi entra nelle fauci, mi sta riempiendo. Freddo. Inverno, maledetto, cos'hai intenzione di fare? Il sudore mi si sta ghiacciando addosso, è tremendo. Eccoli i resti della notte, brandelli di corpi, ovunque, sono sparsi dappertutto. Non si muovono, non urlano, niente "Prendilo" niente "Spara!". Li sotterro ecco. Me li conservo, nel caso abbia fame domani notte. E' ghiacciato cazzo! Inverno schifoso la terra è ghiacciata non riesco a scavare. Mi spacco le unghie cazzo ma non ci riesco a sotterrare queste cazzo di carogne. Sete, devo bere. Ma se lecco la brina è come se mi infilzassero la lingua con degli spilloni. E mi sto congelando, e non ho voglia di correre, basta scalpiccio, basta fiatone. Non serve, non mi fa più effetto, anzi, mi nausea. Ma cosa sono? Qui piantato sulle zolle di un boschetto di pioppi, un grumo denso di nebbia. Lupo. Macché predatore, che armi per uccidere! Ho l'ululato già nel nome; non ho neanche finito di presentarmi e ho già lanciato il mio lamento. Lupo. Praticamente soffro per contratto, e infatti io gli affari li ho sempre fatti per rimetterci
Basta, non ne posso più di questi pezzi di carne davanti. E cosa diranno quando li troveranno. E cosa diranno quando troveranno me, nudo e congelato in mezzo ad un boschetto di pioppi. Cosa diranno a vedermi sudato di sangue quando mi troveranno in mezzo a resti di corpi umani, quando non avrò più la mia pelliccia grigia e ruvida, come l'Inverno.