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Mi ha raggiunto il maledetto, ce l'avevo sul collo un niente fa
e adesso mi sta già sopra con le mani addosso.
Bastardo, Inverno schifoso, mi bracca. Cosa scappo che gli corro
in bocca! Cosa scappo che è la mia ombra! E allora fottuto
vieni pure, sono qui, peggio per me. Allora se è lo sfacelo
lo sfacelo sia: Merda piovi!
Anima? Andata, ok. Quiete? Mai più, va bene. Amore? E che
cazzo è? Prendo atto, Inverno, ma non ti parlo. Io parlo
con la tua immagine riflessa sulla mia pelle sudata. Salve Inferno,
che bella labiodentale sorda che hai dopo la prima sillaba! Vieni
vicino, scotti vero? Sei basso e perfido! Non so, prova, maledicimi.
Infestami, sono qui, fatti sotto. Dai che forse sento un po' di
calore. Sfodera qualche anatema forte per condannarmi. Pena eterna?
Bella novità. Non fai un cazzo Inferno, sei fiacco, tuo cugino
è più bastardo. Fa freddo, tutto ghiacciato, tra questi
pioppi rachitici senza neanche una foglia, piantati a terra come
pali. Bene, allora ci vuole la pelliccia. Pelo crespo, ostile, non
crederai che mi sforzi pure d'essere piacevole vero? Anzi, ci metto
anche un po' di zanne, tanto per evitare equivoci.
Zanne, armi, mie. Niente strumenti, invenzioni, protesi da impotenti
complessati, no, roba mia, armi mie, mio corpo: zanne. Artigli anche:
mordo, graffio, faccio male.
Ti faccio male. Posso squartare, Inverno! Visto? E la pelliccia
crespa che mi ritrovo è una corazza, dentro l'Inferno riesce
ad attecchire e inizio anche a sentirne l'effetto. Ehi, ce ne hai
messo ma adesso si ragiona Inferno, sono dannato? Bene. Pietà
ciao, ci vediamo un'altra volta.
Cos'è? Fame. Labiodentale sorda sforzata. Affondare.
Affondare le zanne e gli artigli.
Spari! Dai, ci siamo.
Urla! Ce l'hanno con me. E' l'ora.
Corrono, corro, corriamo, bene.
"Prendilo" si "La bestia" dai " Eccolo"
avanti "Ammazzalo!" fatevi sotto.
Cosa cazzo stai mirando! Ti sono dietro.
No sopra, no addosso. Eh, eh, come l'Inverno.
Affonda. Labiodentale sorda appagata. Ora ti sono dentro, o almeno
con buona parte del muso. Fame, meno. No, di più, molta di
più. Altri, altri spari, altri "la bestia" ancora
"uccidilo" ancora "colpiscilo".
Il secondo l'ho preso acquattato nell'ombra, il terzo l'ho finito
rotolandomi corpo a corpo finché non respirava più.
E il quarto e il quinto. Notte! Non finisci più, ancora.
E il loro sangue è il mio sudore e la mia bava è la
loro estrema unzione.
Scalpiccio sulla terra nuda, e fiatone concitato, a tempo, in ritmo
costante: basta questo a caricarmi, la mia rincorsa continua. Da
uno strazio all'altro, in fretta. Bolli Inferno, blasfemo, forza!
Notte infinita! Aria nera e densa, viva, che ti fai respirare ovunque,
hai cancellato tutti i confini. Ma che c'è? Sta già
finendo! Non ha fatto in tempo a diventare azzurro che è
già argento: Mattino. Sei tutto grigio, la luce c'è,
è strana. I pioppi, in fila, sembrano pali da tortura. Cielo
dove sei? Grigio. Ecco, la nebbia, mi arriva appena sopra la testa,
e sono acquattato, siamo dello stesso colore. Cazzo la sento che
mi entra nelle fauci, mi sta riempiendo. Freddo. Inverno, maledetto,
cos'hai intenzione di fare? Il sudore mi si sta ghiacciando addosso,
è tremendo. Eccoli i resti della notte, brandelli di corpi,
ovunque, sono sparsi dappertutto. Non si muovono, non urlano, niente
"Prendilo" niente "Spara!". Li sotterro ecco.
Me li conservo, nel caso abbia fame domani notte. E' ghiacciato
cazzo! Inverno schifoso la terra è ghiacciata non riesco
a scavare. Mi spacco le unghie cazzo ma non ci riesco a sotterrare
queste cazzo di carogne. Sete, devo bere. Ma se lecco la brina è
come se mi infilzassero la lingua con degli spilloni. E mi sto congelando,
e non ho voglia di correre, basta scalpiccio, basta fiatone. Non
serve, non mi fa più effetto, anzi, mi nausea. Ma cosa sono?
Qui piantato sulle zolle di un boschetto di pioppi, un grumo denso
di nebbia. Lupo. Macché predatore, che armi per uccidere!
Ho l'ululato già nel nome; non ho neanche finito di presentarmi
e ho già lanciato il mio lamento. Lupo. Praticamente soffro
per contratto, e infatti io gli affari li ho sempre fatti per rimetterci
Basta, non ne posso più di questi pezzi di carne davanti.
E cosa diranno quando li troveranno. E cosa diranno quando troveranno
me, nudo e congelato in mezzo ad un boschetto di pioppi. Cosa diranno
a vedermi sudato di sangue quando mi troveranno in mezzo a resti
di corpi umani, quando non avrò più la mia pelliccia
grigia e ruvida, come l'Inverno.
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