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Cosa sperare in una notte così
consunta dalla pioggia battente
ustionata da sfacciati neon
percorsa da nessuno
abbandonata, sedotta e poi dimenticata,
corrotta dai mille vizi nascosti,
dietro stelle di natale.
Cosa sperare mentre l'aria
taglia in due il mio collo
esposto, nudo, indifeso
sacro rifugio della mia virtù
e grattacielo da scalare
ogni giorno più su.
Le ruote si rincorrono
senza sorpassi o colpi di scena
giocano con i bracci metallici
e mi portano nomade
ad apprezzare la caotica
pace notturna.
Nessuna anima in giro
stasera, solo corpi stanchi
schiacciati da parole
più economiche.
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