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Ho gridato e sono solo . Sei tu che hai chiamato
sei tu? Odoro
la vecchiaia tra le mie mani, ho solo un gesto da donare
posso
forse lasciarmi andare questa notte ma il tempo corre veloce anche
per chi aspetta
.dopo, dopo si sa conoscere, dopo si impara
a conoscere perché dimenticare è il nostro destino,
la nostra più grande gioia .puoi cominciare o finire non
è quello che porta il domani non è quello che mi riporta
a ieri
eppure, eppure io ricordo che nessun cielo ebbe per
me il fascino di questo terrore. Era cosi che pensava
. Trascinandosi
dietro la gamba storpia e l'anima di cenere .Cammino
il mio
cammino si desta con me, il mio cammino si risolve in me, e passo
dopo passo non ritorno osservando l'esterno con occhi a cristalli
liquidi che mi restituiscono un'immagine distorta
date al mio
tempo il suo avvenire, dategli l'istante convesso del delirio, perché
nessun senso più mi trattiene
e il ragno tesse la sua
tela
.trappola di morte dal suono impercettibile
.mi
chiama
mi chiama e non odo, non più dove sono, non più
dove non vorrei, la tela è del tuo occhio altrove
.venne
febbraio ad inglobarsi tutto
fagocitando come un budello senza
fine me
e il ragno
.E la sua tela seppe resistere al tuo
sangue atteso, la mia gioia fu per quel tuo monito contro la vita
.finalmente
non era vero che eri in cinta. L'anima uscì e non raggiunse
dio
.cerco solo di tornare a casa
era tardi, troppo tardi
anche per lei
che sapeva così bene dimenticarsi del
gioco.
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