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Che caldo che fa! Anche 50 anni fa era così solo che allora
ero un ragazzo e la vita sembrava essere un'avventura, anche
se c'era la guerra e i tedeschi che facevano razzia di tutte
le cose che trovavano. Quell'anno ci fu anche il passaggio
degli americani che fu per me un'esperienza indimenticabile….:era
metà giugno fui io per primo a vederli e a gridare" gli
americani, gli americani arrivano gli americani" ,io non
sapevo bene neanche cosa volesse dire la parola americani….si
dalla radio avevamo sentito del loro sbarco e che stavano
combattendo contro i tedeschi e i fascisti però mai avrei
immaginato quello che poi ho visto.
Tutta la famiglia e i vicini e la gente che passava di lì
corse alla strada per vedere questi famosi americani e che
felicità per noi ragazzi tutta quella cioccolata ,le caramelle
e le scatolette di carne che piovevano da quei mostri meccanici.
Mai visti qui da noi bestioni di quelle dimensioni, al massimo
qui avevamo veduto qualche Balilla o qualche motorino e
mai avremmo immaginato di vedere camion che erano del tutto
simili a quelli che ci sono oggi. Su quei camion portavano
di tutto dai sacchi di pasta al cemento al gasolio e poi
c'erano soldati e medici e attrezzature varie .
Io ebbi modo di vederli bene gli americani perché si fermarono
per 20 giorni proprio nell'aia di casa mia. Arrivarono a
metà mattina e per il giorno dopo si erano già perfettamente
sistemati e organizzati …avevano addirittura fatto le latrine
in cemento, sembrava un gioco da ragazzi a guardare loro:
con l'escavatrice facevano il buco poi con la betoniera
riempivano, mettevano le "cantere" e i bagni erano fatti!
La cucina era una grande stufa a gasolio e
l'avevano organizzata proprio sotto la nostra capanna e
tutto il giorno c'erano degli enormi cuochi di colore che
sfornavano dolci e prelibatezze perché loro si erano fermati
lì in appostamento di guerra e i soldati dovevano trovare
sempre cibo pronto a seconda del loro turno. La mia era
una famiglia che viveva a mezzadria in una grande fattoria
e ognuno svolgeva un suo ruolo, un suo lavoro di cui era
completamente responsabile, io ero il più piccolo e come
tale ero il responsabile dei maiali e vi posso assicurare
che belli come quell'anno i maiali non erano mai stati!
Si perché io stavo sempre in mezzo a i soldati e ai cuochi
a vedere come funzionavano i cannoni
e tutte le meraviglie che quelle persone dallo strano
modo di parlare portavano con se. In questo modo mi assicurai
la loro simpatia e ogni cosa che avanzava me la davano e
io la facevo mangiare ai miei porcelli si ma questo era
secondario la cosa che ovviamente più mi colpiva era l'incredibile
capacità di organizzazione e i cannoni che mi diceva l'unico
che sapeva parlare l'italiano sparavano 40 km oltre Cortona
e considerando che io stavo vicino a Montepulciano non rea
niente male come distanza! Pensare che io 40 km oltre Cortona
non c'ero neanche mai stato!! Sapevo che sparavano sulle
montagne per stanare i tedeschi che ci si erano nascosti
ma la cosa che non riuscivo a capire era come
facessero a calcolare il punto esatto, li vedevo
trafficare tutto il giorno con delle cartine ma come fosse
possibile da lì risalire al punto colpito proprio non mi
rimaneva chiaro! ma le meraviglie non finivano lì perché
riuscivano a fare cose che ai nostri occhi apparivano quasi
magie o stregonerie. L'acqua potabile per noi non esisteva
e quella che
bevevamo veniva da certe sorgenti nel bosco ma l'acqua più
vicina a casa era quella di una pozza torbida che si chiamava
"fontone" ebbene gli americani erano tantissimi e di quell'acqua
avevano bisogno per lavarsi e così sparsero una strana polvere
gialla su tutta la superficie del "fontone" e dopo un quarto
d'ora l'acqua era limpida come quella di una piscina! Noi
guardammo sbalorditi , non credevamo ai nostri occhi e pensare
che fino a 2 giorni prima aveva piovuto e quindi l'acqua
era particolarmente sporca .
Certo per me fu un'avventura incredibile forse i miei genitori
la vissero in maniera un po' diversa per
via del grano completamento schiacciato e della continua
preoccupazione che potesse capitare qualcosa di brutto a
mia sorella in mezzo a tutti quei soldati….però non fecero
niente di male e invece di toglierci tutto come avevano
fatto prima i tedeschi e gli inglesi subito dopo ci invitavano
tutti i giorni a mangiare con loro , ci chiamavano con i
loro larghi sorrisi dicendo che era pronto
aggiungendo poi ,ridendo , che gli italiani erano
morti di fame….e accidenti se avevano ragione! Mancava praticamente
tutto anche se noi in campagna ce la cavavamo meglio di
quelli che stavano nei paesi o in città.
Mi rendo conto che noi abbiamo avuto molta
fortuna io non ho ricordi particolarmente truci ,non tutti
i miei vicini però
ebbero la stessa esperienza positiva : parecchi sono
dovuti scappare da casa e nascondersi nei rifugi , altri
sono stati fatti prigionieri e sono tornati soltanto dopo
molti anni….qualcuno morì
,qualcuno si nascose nei boschi e si unì ai partigiani
qualche altro non voleva rassegnarsi alla sconfitta dei
fascisti però il passaggio degli americani lasciò le nostre
vite sostanzialmente identiche solo con qualche racconto
nuovo da fare la sera in "vegliatura" o qualche nuova romanza
per i cantastorie che all'epoca giravano per le piazze con
le loro rime…certo è che mai avremmo immaginato che quello
che per noi fu solo un evento potesse cambiare in modo così
radicale la società e i nostri animi.
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