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Reti
e sicurezza
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Le reti stanno oramai espandendosi all'interno della nostra società
, Internet oramai sta' entrando in tutti gli ambienti in cui viviamo:
di per se questo non ha alcunché di pericoloso, semplicemente
accresce le nostre potenzialità comunicative.
Spesso pero' l'aspetto della sicurezza viene messo in secondo piano,
o viene considerato una cosa per paranoici e aziende miliardarie;
ebbene, questo e' assolutamente falso ed estremamente pericoloso,
in quanto ci porta a considerare come sicuro un mezzo che sicuro
non e' come Internet. Pensate, per esempio, che oggi esistono delle
apparecchiature che a 200 metri di distanza sono in grado di percepire
le radiazioni elettromagnetiche emesse dai monitor e quindi riprodurre
quello che viene visto sul monitor stesso; oppure analoghi meccanismi
con le tastiere, che permettono di individuare tutti i tasti che
si premono (i.e. passwords, codici, etc
).
In realtà questo non è il vero pericolo, perché
magari nessuno potrà mai mettere queste apparecchiature a
controllare ogni singolo computer collegato sulla rete; il vero
pericolo arriva dall'utilizzo della posta elettronica. E' bene sapere
che tutto quello che noi spediamo come messaggi di posta elettronica
transita sulla rete "in chiaro" e chiunque, con un minimo
di "know-how", può leggere quello che e' scritto
nella mail. Questo porta ad una semplice considerazione: se prima
per controllare posta e telefono occorrevano autorizzazioni della
magistratura nonché diverso personale per effettuarlo (e
questo, di fatto, impediva un controllo generalizzato) ora per controllare
un gran numero di e-mail che passano sulla rete e' sufficiente fare
un programmino in C od in Pearl e farlo girare. Provate a pensare
alla Digos che legge tutte le mail che contengono la parola "droga",
o "comunismo", o "sistema"
La domanda e' quindi: come difendersi da questo incubo orwelliano?
Un metodo abbastanza semplice e' utilizzare un programma di crittografia
per la posta elettronica che si invia sulla rete. Il sistema piu'
semplice e potente che ora e' in circolazione e' il PGP (Pretty
Good Privacy). Il PGP e' stato ideato da un tale Zimmermann, uno
statunitense; il fatto di essere statunitense e' stato abbastanza
problematico, in quanto gli Stati Uniti classificano la crittografia
come arma strategica e come tale ne vietano l'esportazione in forma
elettronica (le versioni di Internet Explorer o Netscape che usiamo
noi europei, anche in modalità sicura, sono di fatto insicuri,
in quanto i codici utilizzati sono a pochi bits e non a molti bits
come le versioni americane) . Siccome PGP era uscito dagli Stati
Uniti, Zimmermann e' finito sotto processo. La versione attuale
(6.02) e' finalmente perfettamente legale anche in versione internazionale,
questo perché Zimmermann ha stampato tutti i sorgenti e la
documentazione relativa al PGP, lo ha esportato sotto forma cartacea
(e quindi non punibile) e lo ha riconvertito, al di fuori degli
Stati Uniti, in forma elettronica, lavoro che e' costato molta fatica
ma ha fatto si' che il PGP ora e' disponibile nella versione completa
in tutto il mondo, senza che gli USA possano dire nulla. Potete
scaricare PGP a www.pgpi.com,
e' completamente freeware (gratis!) per uso non commerciale.
PGP si basa su due chiavi, una pubblica e l'altra privata. Un documento
"chiuso" con la chiave pubblica puo' essere "aperto"
solo con quella privata e viceversa; non e' possibile ricavare la
chiave privata da quella pubblica o viceversa. Questo significa
che se io voglio mandare una mail al Sig. X devo procurarmi la sua
chiave pubblica (e questa e' a disposizione pubblicamente), usarla
per "chiudere" la mail e spedirla. A questo punto solo
il Sig.X con la sua chiave privata puo' aprirla e leggerla. Viceversa,
se voglio essere sicuro che una mail mi arriva proprio dal Sig.
X, lui chiuderà la mail con la sua chiave privata e se io
posso aprirla con la sua chiave pubblica vuol dire che la mail mi
arriva proprio dal Sig. X. Ovviamente alla base di questo c'è
l'assunzione che la chiave privata sia effettivamente tale, e non
lasciata accessibile a tutti!!
Per chi si diletta di matematica, il principio cardine su cui si
basa PGP e' dato dall'impossibiltà di dire se un numero n
e' primo se non con algoritmi di complessità n. Questo fa'
si che io possa prendere due numeri primi molto grandi (sono tabulati
fino ad un certo numero) e li moltiplichi tra loro; il numero risultante
e' divisibile solo per 1, per se' stesso, e per i 2 numeri primi,
che diventano le due chiavi. Ovviamente poi l'algoritmo e' piu'
complesso, ma se una mattina vi svegliate e trovate un algoritmo
che e' in grado di decidere se il numero n e' primo con un algoritmo
di complessità, diciamo, log n , allora tutta la crittografia
se ne va' a catafascio!!
Insomma, e' opportuno imparare ad usare PGP per evitare di far leggere
alla Digos (o alla CIA, peggio!!) tutto quello che scriviamo via
e-mail
non lasciamo che il lavoro dell'Equipe di Zimmermann
vada perduto!!!
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