Il
Manifesto GNU che appare sotto venne scritto da Richard Stallman
all'inizio del progetto GNU, per chiedere sostegno e partecipazione.
Durante i primi anni il manifesto venne lievemente aggiornato per
tener conto degli sviluppi, ma adesso la scelta migliore sembra
essere quella di lasciarlo immutato nella forma in cui molti lo
hanno visto.
Da
allora abbiamo preso atto di fraintendimenti comuni che si potrebbero
evitare con una diversa scelta di termini. Le note in calce aggiunte
nel 1993 aiutano a chiarire questi punti.
Per
una lista aggiornata del software GNU disponibile siete pregati
di fare riferimento all'ultimo numero del bollettino GNU. La lista
è veramente troppo lunga per essere inclusa qui.
Cos'è
GNU? Gnu non è Unix! (Gnu's Not Unix!)
GNU,
che sta per Gnu's Not Unix (Gnu non è Unix), è il nome
del sistema software completo e Unix-compatibile che sto scrivendo
per distribuirlo liberamente a chiunque lo possa usare. [NOTA:
Il concetto è stato espresso con poca cura. L'intenzione era che
nessuno dovesse pagare per il permesso di usare il sistema
GNU. Ma le parole non lo esprimono chiaramente, e la gente le
interpreta spesso come asserzione che GNU debba sempre essere
distribuito in forma gratuita o a basso prezzo. Non è mai stato
questo l'intento; più oltre il manifesto parla della possibile
esistenza di aziende che forniscano il servizio di distribuzione
a scopo di lucro. Di conseguenza ho imparato a distinguere tra
``libero'' nel senso di libertà e ``libero'' nel senso di gratuito.
Il software libero è il software che gli utenti sono liberi di
distribuire e modificare. Alcuni lo avranno gratuitamente, altri
dovranno pagare per ottenere le loro copie, e se i fondi aiutano
a migliorare il software tanto meglio. La cosa importante è che
chiunque ne abbia una copia sia libero di cooperare con altri
nell'usarlo. ] Mi stanno aiutano molti altri volontari. Contributi
in tempo, denaro, programmi ed equipaggiamento sono veramente
necessari.
Fino
ad ora abbiamo un editor Emacs con il Lisp per scriverne i comandi,
un debugger simbolico, un generatore di parser yacc-compatibile,
un linker e circa 35 utility. È quasi pronta una shell (interprete
di comandi). Un nuovo compilatore C portabile e ottimizzante ha
compilato sé stesso e potrebbe essere reso disponibile quest'anno.
Esiste un kernel iniziale, ma mancano molte delle caratteristiche
necessarie per emulare Unix. Quando il kernel e il compilatore
saranno finiti, sarà possibile distribuire un sistema GNU adatto
allo sviluppo di programmi. Useremo TeX come formattatore di testi,
ma si sta lavorando anche su un nroff. Useremo inoltre il sistema
a finestre portabile X. Dopo di questo aggiungeremo un Common
Lisp portabile, il gioco Empire, un foglio elettronico e centinaia
di altre cose, oltre alla documentazione in linea. Speriamo di
fornire, col tempo, tutte le cose utili che normalmente si trovano
in un sistema Unix, ed anche di più.
GNU
sarà in grado di far girare programmi Unix, ma non sarà identico
a Unix. Faremo miglioramenti ritenuti utili sulla base dell'esperienza
maturata con altri sistemi operativi. In particolare puntiamo
ad avere nomi più lunghi per i file, il numero di versione, un
filesystem a prova di crash, completamento automatico dei nomi
dei file, supporto indipendente dal terminale per la visualizzazione
e forse col tempo un sistema a finestre basato sul Lisp, attraverso
il quale più programmi Lisp e programmi ordinari siano in grado
di condividere lo schermo. Saranno disponibili come linguaggi
di programmazione di sistema sia il C che il Lisp. Per la comunicazione
cercheremo di supportare UUCP, Chaosnet del MIT ed i protocolli
di Internet.
GNU
è principalmente orientato alle macchine della classe 68000/16000
con memoria virtuale, perché sono quelle dove è più facile farlo
girare. Lo sforzo ulteriore per farlo girare su macchine più piccole
sarà lasciato a coloro che vorranno usarlo su dette macchine.
Per
evitare terribili confusioni siete pregati di pronunciare la `G'
nella parola `GNU' quando questa è il nome di questo progetto.
Perché
devo scrivere GNU
Penso
che la regola d'oro richieda che, se a me piace un programma,
io debba condividerlo con le altre persone a cui piace. I venditori
di software vogliono dividere gli utenti e appropriarsene, costringendo
l'utente all'accordo di non condivisione con altri. Mi rifiuto
di rompere in questo modo la solidarietà con gli utenti. Non posso
firmare in maniera sincera un'accettazione a non rivelare informazioni
o una licenza d'uso del software. Ho lavorato per anni all'interno
del laboratorio di Intelligenza Artificiale per resistere a queste
tendenze e ad altre mancanze di ospitalità, ma col tempo queste
sono andate troppo oltre: non potrei rimanere in una istituzione
dove ciò viene fatto a mio nome contro la mia volontà.
Per
poter continuare ad usare i computer senza disonore, ho deciso
di raccogliere un `corpus' di software libero in modo da poter
proseguire senza l'uso di alcun software che non sia libero. Mi
sono dimesso dal laboratorio di I.A. per negare al MIT ogni scusa
legale che mi impedisca di distribuire GNU.
Perché
GNU sarà compatibile con Unix
Unix
non è il mio sistema ideale, ma non è poi così male. Le caratteristiche
essenziali di Unix paiono essere buone e penso di poter colmare
le lacune di Unix senza rovinarne le caratteristiche. E adottare
un sistema compatibile con Unix può risultare conveniente anche
ad altre persone.
Come
sarà reso disponibile GNU
GNU
non è di pubblico dominio. A tutti sarà permesso di modificare
e ridistribuire GNU, ma a nessun distributore sarà concesso di
porre restrizioni sulla sua ridistribuzione. Questo vuol dire
che non saranno permesse modifiche proprietarie. Voglio essere
sicuro che tutte le versioni di GNU rimangano libere.
Perché
molti altri programmatori desiderano essere d'aiuto
Ho
scoperto che molti altri programmatori sono entusiasti di GNU
e desiderano essere d'aiuto.
Molti
programmatori sono scontenti della commercializzazione del software
di sistema. Li può aiutare a far soldi, ma li costringe in generale
a sentirsi in conflitto con gli altri programmatori, invece di
provare cameratismo. L'atto di amicizia fondamentale tra programmatori
è condividere programmi; le politiche di marketing in uso corrente
ai giorni nostri essenzialmente proibiscono ai programmatori di
trattare gli altri come amici. Gli acquirenti del software devono
decidere tra l'amicizia e obbedire alle leggi. Naturalmente molti
decidono che l'amicizia è più importante. Ma quelli che credono
nella legge non si sentono a proprio agio con questa scelta. Diventano
cinici e pensano che programmare sia solo un altro modo di fare
soldi.
Usando
e lavorando con GNU invece che con programmi proprietari, possiamo
sia essere ospitali con ciascuno sia obbedire alle leggi. Inoltre
GNU è un esempio che ispira gli altri e una bandiera che li chiama
a raccolta perché si uniscano a noi nel condividere. Questo ci
può dare una sensazione di armonia che sarebbe irraggiungibile
se usassimo software che non sia libero. Per circa la metà dei
programmatori che conosco, questa è una importante fonte di felicità
che il denaro non può rimpiazzare.
Come
si può contribuire
Chiedo
ai fabbricanti di computer donazioni in denaro e macchine. Chiedo
agli individui donazioni in programmi e lavoro.
Una
conseguenza che ci si può attendere se vengono donate delle macchine
è che su di esse girerà ben presto GNU. Le macchine devono essere
complete, sistemi pronti per l'uso, approvati per l'uso in aree
residenziali e non devono richiedere raffreddamento o alimentazione
di tipo sofisticato.
Ho
trovato moltissimi programmatori ansiosi di contribuire lavorando
part-time per GNU. Per la maggior parte dei progetti, questo lavoro
part-time distribuito risulterebbe troppo difficile da coordinare;
le varie parti scritte indipendentemente non funzionerebbero insieme.
Ma, per il compito particolare di rimpiazzare Unix, questo problema
non si pone. Un sistema Unix completo contiene centinaia di programmi
di utilità, ciascuno documentato separatamente. Molte delle specifiche
delle interfacce sono fissate dalla compatibilità con Unix. Se
ogni programmatore che contribuisce può scrivere un solo programma
che possa essere usato al posto di un programma d'utilità di Unix,
e può farlo funzionare correttamente al posto dell'originale su
un sistema Unix, allora questi programmi di utilità funzioneranno
correttamente quando verranno messi insieme. Anche considerando
alcuni problemi inattesi dovuti a Murphy, mettere insieme questi
componenti è un lavoro fattibile. (Il kernel richiederà maggiore
comunicazione e verrà sviluppato da un gruppo piccolo e compatto.)
Se
ricevo donazioni in denaro allora posso essere in grado di assumere
qualche persona a tempo pieno o part-time. Il salario non sarà
alto, negli standard dei programmatori, ma cerco persone per le
quali creare uno ``spirito di corpo'' sia altrettanto importante
del fare soldi. Vedo questa come una via per permettere a delle
persone di dedicare tutte le loro energie al lavoro su GNU risparmiando
loro la necessità di guadagnarsi da vivere in un altro modo.
Perché
tutti gli utenti dei computer ne trarranno beneficio
Una
volta che GNU sarà stato scritto, ciascuno potrà ottenere liberamente
del buon software di sistema, esattamente come ottiene l'aria.
[NOTA: Questo è un altro punto dove non sono riuscito a distinguere
chiaramente tra i due significati di ``libero''. La frase, così
com'è, non è falsa, si possono ottenere gratuitamente copie del
software GNU, o dagli amici o attraverso la rete. Ma suggerisce
un'idea sbagliata. ]
Questo
significa molto di più che far risparmiare a ciascuno il costo
di una licenza Unix. Vuol dire evitare l'inutile spreco di replicare
ogni volta gli sforzi della programmazine di sistema. Queste energie
possono andare invece nell'avanzamento dello stato dell'arte.
I
sorgenti completi del sistema saranno disponibili per chiunque.
Come risultato, un utente che abbia necessità di apportare dei
cambiamenti al sistema sarà sempre in grado di farlo da solo o
commissionando i cambiamenti ad un programmatore o ad una ditta.
Gli utenti non saranno più in balia di un solo programmatore o
di una azienda che, avendo la proprietà esclusiva dei sorgenti,
sia il solo, o la sola a poter fare le modifiche.
Le
scuole avranno la possibilità di fornire un ambiente molto più
educativo, incoraggiando tutti gli studenti a studiare e migliorare
il software di sistema. I laboratori di informatica di Harvard
seguivano la norma per cui nessun programma poteva venir installato
nel sistema se i sorgenti non erano pubblicamente visibili, e
tennero duro rifiutandosi di installare alcuni programmi. Ciò
mi è stato di grande ispirazione.
Infine
sarà rimossa la seccatura di considerare chi sia il proprietario
del software di sistema e chi abbia o non abbia il diritto di
lavorarci.
Disposizioni
finalizzate a far si che la gente paghi per usare un programma,
incluse le licenze d'uso per le copie, obbligano la società a
sopportare un costo tremendo attraverso il pesante meccanismo
necessario per decidere quanto una persona deve pagare (cioè quali
programmi deve comperare). E solo uno stato di polizia può costringere
tutti all'obbedienza. Considerate una stazione spaziale dove l'aria
deve essere prodotta artificialmente ad un costo elevato: far
pagare ogni litro d'aria consumato può essere giusto, ma indossare
la maschera col contatore tutto il giorno e tutta la notte è intollerabile,
anche se tutti possono permettersi di pagare la bolletta. E le
videocamere poste in ogni dove per controllare che tu non ti tolga
mai la maschera sono offensive. Meglio finanziare l'impianto di
ossigenazione con una tassa pro capite e buttar via le maschere.
Copiare
tutto o parte di un programma è così naturale per un programmatore
come lo è il respirare. E dovrebbe essere altrettanto libero.
Alcune
obbiezioni facilmente confutabili agli obiettivi GNU
"Nessuno
lo userà se è gratuito perché ciò significa che non potranno contare
su alcun supporto."
"Si
deve far pagare il programma per poter pagare l'offerta del supporto."
Se
la gente preferisse pagare per GNU più servizio piuttosto che
procurarsi GNU gratuitamente ma senza servizio, allora una azienda
che fornisse solamente il servizio a persone che si sono procurate
GNU gratuitamente potrebbe operare avendo dei profitti. [NOTA:
Adesso esistono effettivamente molte ditte di questo tipo. ]
Si
deve distinguere tra il supporto sotto forma di lavoro di programmazione
e la semplice gestione. Il primo non è ottenibile da un venditore
di software. Se il problema non è condiviso da un numero sufficiente
di clienti allora il venditore manderà il cliente a quel paese.
Se
qualcuno ha bisogno di contare su questo tipo di supporto l'unico
modo è avere i sorgenti e gli strumenti necessari. In questo modo
si può ingaggiare una qualsiasi persona disponibile per risolvere
il problema, senza essere alla mercè di alcun individuo. Con Unix
il prezzo dei sorgenti rende ciò improponibile per la maggior
parte delle attività commerciali. Con GNU questo sarà invece facile.
Sarà sempre possibile che non ci siano persone competenti disponibili,
ma questo non potrà essere imputato al sistema di distribuzione.
GNU non elimina tutti i problemi del mondo, solo alcuni.
Contemporaneamente,
gli utenti che non sanno nulla di computer hanno bisogno di aiuto:
per fare cose che potrebbero fare facilmente da soli ma che non
sono in grado di fare.
Questi
servizi potrebbero essere forniti da aziende che vendono solo
gestione e manutenzione. Se è vero che gli utenti sono disposti
a pagare per un prodotto con servizio, allora saranno anche disposti
a pagare per il servizio avendo avuto il prodotto gratuitamente.
Le aziende di servizi si faranno competizione sul prezzo e sulla
qualità; gli utenti non saranno legati ad alcuna in particolare.
Nel frattempo, chi di noi non avrà bisogno del servizio sarà sempre
in grado di usare il programma senza pagare il servizio.
"Non
si può raggiungere molta gente senza pubblicità e per finanziarla
si deve far pagare il programma."
"È
inutile reclamizzare un programma che la gente può ottenere gratuitamente."
Ci
sono molte forme di pubblicità gratuita o a basso prezzo che possono
essere usate per informare un gran numero di utenti di computer
riguardo a cose come GNU. Ma può essere vero che la pubblicità
può raggiungere molti più utenti di microcomputer. Se questo è
realmente vero, una ditta che reclamizzasse il servizio di copiare
e spedire per posta GNU dovrebbe aver abbastanza successo commerciale
da rientrare dai costi della pubblicità e di più ancora.
D'altro
canto, se molta gente ottiene GNU attraverso gli amici e queste
aziende non hanno successo, questo starà a testimoniare che la
pubblicità non era veramente necessaria per diffondere GNU. Perché
tutti questi difensori del libero mercato non vogliono lasciare
che sia il libero mercato a decidere ciò? [NOTA: La Free Software
Foundation raccoglie la maggior parte dei suoi fondi da un servizio
di distribuzione, anche se è più un ente senza fini di lucro che
un'azienda. Se nessuno sceglie di ottenere copie del software
ordinandole alla FSF, essa sarà incapace di proseguire la propria
opera. Ma questo non vuole dire che siano giustificate restrizioni
proprietarie per costringere gli utenti a pagare. Se una piccola
frazione degli utenti ordina le sue copie dalla FSF, questo sarà
sufficiente per tenere a galla la FSF. Quindi chiediamo gli utenti
di aiutarci in questo modo. Hai fatto la tua parte? ]
"La
mia azienda ha bisogno di un sistema proprietario per avere un
margine di vantaggio nella competizione."
GNU
toglierà il software di sistema dal regno della competizione.
Non si potrà avere un margine di vantaggio sui competitori in
questa area, ma egualmente non potranno averlo i competitori.
Ognuno si farà concorrenza in altre aree, mentre in questa si
avranno mutui benefici. Chi vende sistemi operativi non apprezzerà
GNU, ma ciò dipende da loro. Per chi ha un'attività differente,
GNU può essere il modo con cui evitare di essere costretti ad
entrare nel costoso businness della vendita di sistemi operativi.
Mi
piacerebbe vedere lo sviluppo di GNU sostenuto da donazioni di
vari produttori ed utenti, riducendo la spesa di ciascuno. [NOTA:
Un gruppo di aziende ha recentemente costituito un pool per finanziare
la manutenzione del nostro compilatore C. ]
"Ma
i programmatori non hanno diritto ad una ricompensa per la loro
creatività?"
Se
qualcosa ha diritto ad una ricompensa è il contribuire a favore
della società. La creatività può essere un contributo a favore
della società ma solo fin quando la società è libera di usarne
i risultati. Se i programmatori hanno diritto ad essere premiati
per la creazione di programmi innovativi, allora con la stessa
logica sono punibili se pongono restrizioni all'uso di questi
programmi.
"Il
programmatore non dovrebbe essere in grado di richiedere un premio
per la sua creatività?"
Non
c'è nulla di male nel chiedere di essere retribuiti per il proprio
lavoro, o cercare di massimizzare i propri introiti fintanto che
non si usano metodi che sono distruttivi. Ma i metodi comuni nel
campo del software, al giorno d'oggi, sono distruttivi.
Spremere
denaro dagli utenti di un programma imponendo restrizioni sull'uso
è distruttivo perché riduce i modi in cui il programma può essere
usato. Questo diminuisce la quantità di ricchezza che l'umanità
ricava dal programma. Quando c'è una scelta deliberata di porre
restrizioni, la conseguenze dannose sono la deliberata distruzione.
La
ragione per cui un buon cittadino non usa questi metodi distruttivi
per diventare più ricco è che, se lo facessero tutti, tutti si
diventerebbe più poveri a causa delle azioni mutuamente distruttive.
Questa è l'etica Kantiana, o la Regola Aurea. Poiché non mi piacciono
le conseguenze che risulterebbero se tutti sbarrassero l'accesso
alle informazioni, sono costretto a considerare sbagliato che
uno lo faccia. Specificatamente, il desiderio di una ricompensa
per la propria creatività non giustifica il privare il mondo nel
suo insieme di parte o tutta questa creatività.
"Ma
i programmatori non moriranno di fame?"
Potrei
rispondere che nessuno è obbligato a fare il programmatore. La
maggior parte di noi non è in grado di andare per strada a fare
il mimo. Ma come risultato non siamo condannati a passare la vita
per strada a fare i mimi, e morire quindi di fame. Facciamo un
altro lavoro.
Ma
è la risposta sbagliata, perché accetta l'assunzione implicita
di chi pone la domanda, e cioè che senza proprietà del software
non è possibile pagare ai programmatori un becco di un quattrino.
La
vera ragione per cui i programmatori non moriranno di fame è che
sarà per loro egualmente possibile essere pagati per programmare,
semplicemente non pagati così tanto come ora.
Porre
restrizioni sulle copie non è la sola base degli affari nel software.
È la base più comune perché la più redditizia. Se fosse vietata,
o rifiutata dall'utente, l'industria del software cambierebbe
base organizzativa, adottandone altre ora meno comuni. Ci sono
sempre numerosi modi per organizzare un qualunque tipo di affari.
Probabilmente
programmare nel nuovo modello organizzativo non sarà più così
redditizio come lo è ora. Ma questo non è un argomento contro
il cambiamento. Che gli addetti alle vendite ricevano i salari
che ora ricevono non è considerata un'ingiustizia. Se i programmatori
ricevessero gli stessi salari, non sarebbe nemmeno quella un'ingiustizia
(e in pratica farebbero molti più soldi).
"Ma
le persone non hanno diritto di controllare come la loro creatività
viene usata?"
"Il
controllo sull'uso delle proprie idee'' in realtà costituisce
un controllo sulle vite degli altri; e di solito ciò viene usato
per rendere più difficili le loro vite.
Le
persone che hanno studiato con cura i vari aspetti del diritto
alla proprietà intellettuale (come gli avvocati) dicono che non
c'è alcun diritto intrinseco alla proprietà intellettuale. I tipi
di supposta proprietà intellettuale riconosciuti dal governo furono
creati da specifici atti legislativi per scopi specifici.
Per
esempio il sistema di brevetti fu introdotto per incoraggiare
gli inventori a rivelare i dettagli delle loro invenzioni. Lo
scopo era aiutare la società più che aiutare gli inventori. A
quel tempo la validità di 17 anni per un brevetto era breve se
confrontata con la velocità di avanzamento dello stato dell'arte.
Poiché i brevetti riguardano solo i produttori, per i quali il
costo e lo sforzo degli accordi di licenza sono piccoli in confronto
all'organizzazione della produzione, spesso i brevetti non costituiscono
un gran danno. E non ostacolano gli individui che usano prodotti
coperti da brevetto.
L'idea
del copyright non esisteva in tempi antichi quando gli autori
copiavano estesamente altri autori, tranne che nel campo della
narrativa. Questa abitudine era utile, ed è il solo modo attraverso
cui almeno parte del lavoro di alcuni autori è sopravvissuto.
Il sistema del copyright venne creato espressamente per incoraggiare
gli autori. Nel dominio in cui fu inventato (i libri, che possono
essere copiati a basso costo solo con apparecchiature tipografiche)
non fece molto danno e non pose ostacoli alla maggior parte dei
lettori.
Tutti
i diritti di proprietà intellettuale sono licenze date dalla società
perché si è pensato, correttamente o erroneamente, che garantirle
avrebbe giovato alla società nel suo complesso. Ma in ogni situazione
particolare dobbiamo chiederci: facciamo realmente bene a dare
queste licenze? Che atti permettiamo di compiere ad una persona?
Il
caso dei programmi ai giorni nostri differisce enormemente da
quello dei libri un secolo fa. Il fatto che la via più facile
per passare una copia di un programma sia da un vicino ad un altro,
che il programma abbia un codice sorgente ed un codice oggetto
che sono cose distinte, ed infine il fatto che un programma venga
usato più che letto e gradito, combinandosi creano una situazione
in cui chi impone un copyright minaccia la società nel suo insieme,
sia materialmente che spiritualmente e quindi una persona non
dovrebbe farlo, che la legge lo permetta o no.
"La
competizione spinge a far meglio le cose."
Il
paradigma della competizione è la gara: premiando il vincitore
incoraggiamo ciascuno a correre più velocemente. Quando veramente
il capitalismo funziona in questo modo, fa un buon lavoro; ma
chi lo difende ha torto nell'asserire che agisce sempre in questo
modo. Se i corridori dimenticano per quale ragione è offerto il
premio e si concentrano solo sul vincere non curandosi di come,
possono trovare altre strategie, come ad esempio attaccare gli
altri concorrenti. Se i corridori si azzuffano, arriveranno tutti
in ritardo al traguardo.
Il
software proprietario e segreto è l'equivalente morale dei corridori
che si prendono a pugni. Triste da dire, l'unico arbitro che abbiamo
pare non muovere alcuna obbiezione ai combattimenti, al più li
regolamenta (``ogni dieci iarde corse puoi tirare un pugno'').
Dovrebbe invece dividerli e penalizzarli anche se solo provassero
a combattere.
"Ma
senza un incentivo economico non smetterebbero tutti di programmare?"
In
realtà molta gente programmerebbe senza alcun incentivo economico.
Programmare ha un fascino irresistibile per alcune persone, solitamente
per quelli che ci riescono meglio. Non c'è riduzione di musicisti
professionisti che possa impedire loro di esistere, anche quando
fosse sparita ogni speranza di guadagnarsi da vivere in quel modo.
Ma
in realtà questa domanda, anche se posta di frequente, non è adatta
alla situazione. La paga per i programmatori non sparirà, solo
si abbasserà. Quindi la domanda corretta è: ``con un incentivo
monetario ridotto, qualcuno si metterà mai a programmare?''. La
mia esperienza dice che ci si metterà.
Per
più di dieci anni molti tra i migliori programmatori del mondo
hanno lavorato nel laboratorio di Intelligenza Artificiale per
molti meno soldi di quanti ne avrebbero potuti ricevere in ogni
altro posto. Hanno avuto riconoscimenti non monetari di moltissimi
tipi, ad esempio fama e riconoscenza. E la creatività è anche
divertente, un premio per sé stessa.
Poi
molti se ne sono andati quando hanno avuto una possibilità di
fare lo stesso interessantissimo lavoro per un mucchio di soldi.
Ciò
che i fatti mostrano è che la gente programma per altre ragioni
che non sono la ricchezza; ma se viene data la possibilità di
fare la stessa cosa per un mucchio di soldi, allora comincieranno
ad aspettarseli e a richiederli. Le organizzazioni che pagano
poco lavorano poco in confronto a quelle che pagano molto, ma
non sarebbero costrette a lavorare male se quelle che pagano molto
fossero bandite.
"Abbiamo
disperato bisogno dei programmatori. Se ci chiedono di smettere
di aiutare i nostri vicini dobbiamo obbedire."
Non
si è mai così disperati da dover obbedire a questo genere di pretese.
Ricordiamo: milioni per la difesa, ma nemmeno un centesimo di
tributo di guerra.
"I
programmatori devono guadagnarsi da vivere in qualche modo."
A
breve termine è vero. Ma ci sono un'infinità di modi in cui i
programmatori possono guadagnarsi da vivere senza vendere i diritti
di uso dei programmi. Questa via è comune ai giorni nostri perché
porta la maggior quantità di denaro a programmatori e uomini d'affari,
non perché sia l'unica via per guadagnarsi da vivere. È facile
trovarne altre se ne vogliono trovare. Ecco qui una serie di esempi.
- Un
costruttore che immette nel mercato un nuovo computer pagherà
per il porting dei sistemi operativi sul nuovo hardware.
- La
vendita di servizi di addestramento, gestione e manutenzione
può anch'essa impiegare dei programmatori.
- Persone
con nuove idee possono distribuire i programmi come freeware
chiedendo agli utenti soddisfatti di fare una donazione o vendendo
servizi di gestione. Ho incontrato persone che già lavorano
con successo in questo modo.
- Utenti
con necessità simili possono formare gruppi e pagare il dovuto.
Un gruppo stipulerebbe un contratto con una azienda di programmazione
per scrivere i programmi che i membri del gruppo avrebbero piacere
di usare.
Tutti
i tipi di sviluppo possono essere finanziati da una Tassa per
il Software:
- Supponiamo
che chiunque comperi un computer paghi X percento del costo
del computer come tassa per il software. Il governo gira questi
fondi ad un'agenzia come il CNR per impiegarli nello sviluppo
del software.
- Ma
se l'acquirente fa da sé una donazione per lo sviluppo del software,
potrebbe ottenere un credito nei confronti di queste tasse.
Potrebbe fare una donazione ad un progetto di sua scelta --
scelto spesso perché spera di usarne i risultati quando questo
verrà completato. Potrebbe ottenere un credito per ogni donazione
fatta, fino al valore totale della tassa che dovrebbe pagare.
- L'ammontare
dell'onere di questa tassa potrebbe essere deciso per votazione
da chi paga la tassa, votazione pesata sull'ammontare per il
quale questa tassa dovrebbe essere calcolate.
Le
conseguenze:
- La
comunità degli utenti di computer sosterrebbe lo sviluppo del
software.
- La
comunità sceglierebbe il livello di sostegno necessario.
- Gli
utenti che fossero interessati a sapere su che progetto sono
spesi i loro soldi avrebbero la possibilità di gestire personalmente
la cosa.
Nel
lungo periodo, rendere liberi i programmi è un passo verso il
mondo della post-scarsità, dove nessuno sia obbligato a lavorare
molto duramente solo per guadagnarsi di che vivere. La gente sarebbe
libera di dedicarsi ad attività divertenti, come programmare,
dopo aver passato le 10 ore settimanali necessarie in compiti
come legiferare, fare consigli familiari, riparare i robot e prevedere
il moto degli asteroidi. Non ci sarà bisogno di guadagnarsi da
vivere dalla programmazione.
Abbiamo
già ridotto moltissimo la quantità di lavoro che la società nel
suo complesso deve fare per ottenere la sua produttività attuale,
ma poco di questo si è tradotto in benessere per i lavoratori
perché è necessario accompagnare l'attività produttiva con molta
attività non produttiva. Le cause principali sono la burocrazia
e gli
sforzi isometrici contro la concorrenza. Il software libero ridurrà
di molto questo drenaggio di risorse nell'area della produzione
del software. Dobbiamo farlo affinché i guadagni tecnici in produttività
si traducano in meno lavoro per noi.