Fino ad oggi la produzione di energia elettrica è avvenuta
tramite l'impiego di sistemi elettromeccanici (dinamo o alternatori),
i quali sono mossi da sistemi propulsivi di varia origine, alcuni
ecologici come il vento o l'acqua dei fiumi, altri altamente inquinanti
come la combustione di idrocarburi oppure la reazione nucleare.
Nei paesi industrializzati il fabbisogno di energia elettrica
è tale per cui le centrali idroelettriche e eoliche, non
riescono a soddisfare la domanda e infatti la maggioranza delle
centrali sono di tipo termoelettrico o termonucleare.
Nel caso delle centrali di tipo termico l'efficienza totale è
composta per il 20% da energia elettrica e l'80 % energia termica
quale sottoprodotto del processo.
Da tutto ciò si evince che nelle centrali di tipo termico
diventa economicamente strategico vendere il calore di scarto
del ciclo.
Negli ultimi tempi, il costante aumento della domanda di energia
elettrica, unito alla necessità di decentrare la produzione
dell'energia stessa a causa della consapevolezza che l'alta tensione
sulla grid di distribuzione genera grandi dissipazioni
e inquinamento elettromagnetico dannoso per la salute, hanno dato
vita, a livello internazionale, ad una nuova filosofia di produzione
e distribuzione dell'energia, la così detta "ENERGIA
DISTRIBUITA", ossia la realizzazione di tante piccole
centrali elettriche collegate in parallelo alla grid. Un
aspetto estremamente interessante è costituito dal fatto
che i privati cittadini e aziende, potranno istallarsi una mini
centrale termoelettrica, diventando di fatto produttori di energia
elettrica, magari cedendo alla grid l'eccesso di energia
prodotta. A tale scopo anche in Italia è stata costituita
la "borsa elettrica", strumento utile a regolamentare
sia il prezzo di vendita del kw-ora, sia il prezzo dell' combustibile
utilizzato per la produzione di energia elettrica.
Un interessante mercato per l'energia distribuita, sono i paesi
in via di industrializzazione, dove per causa dell'elevato costo
di investimento, non esiste una grid di distribuzione elettrica
capillare compromettendone lo sviluppo.
Nel panorama globale, quasi la totalità dell' energia elettrica,
viene prodotta con sistemi termici, partendo dal piccolo gruppo
elettrogeno portatile per uso hobbystico, finendo alla
grande centrale elettrica. In fatti i rendimenti elettrici convenzionali
vanno dal 14 % del gruppo elettrogeno, fino al 20% della grande
centrale a turbina.
Alla luce di questa realtà, le CELLE a COMBUSTIBILE
si collocano come il migliore sistema distribuito per la produzione
di energia.
Infatti il loro rendimento si attesta attorno al 50%, ciò
significa che l'energia prodotta, rapportata al combustibile utilizzato,
costa meno della metà dell'energia prodotta con sistemi
tradizionali.
L' aspetto che conferisce ancora più importanza strategica
alle celle a combustibile, consiste nella assenza totale di emissioni
inquinanti in atmosfera, infatti la cella a combustibile converte
per via elettrochimica (senza combustione) l'idrogeno e l'ossigeno
dell'aria direttamente in corrente elettrica, generando come sottoprodotto
del processo acqua calda e calore riutilizzabili a scopi civili.
Qualora l'idrogeno non fosse disponibile, tramite un fuel processor
è anche possibile utilizzare un idrocarburo come combustibile,
emettendo in atmosfera meno della metà dell'inquinamento
prodotto dalla migliore centrale termoelettrica tradizionale.
Ad esempio, si può immettere metano con emissione di sola
anidride carbonica.
La tecnologia delle celle combustibili è ora matura per
una diffusione commerciale altamente competitiva, rivestendo un
ruolo importantissimo nella produzione di energia elettrica su
larga scala.
FUNZIONAMENTO
Elettrochimica e processo
Progetto
Idrogeno per Arezzo