Dolore e sgomento non avevano vegliato sugli istinti percettivi
di quei giorni tanto più che il tempo si era reso partecipe
di eventi piovosi fuori dogni grazia e vento forte batteva
lincudine tra cielo e terra con condivisione dintenti
F.
si era tolto dimpiccio lasciando al colore della sua volontà
tutta una serie di possibilità in rivolta per ottenere
una certa requie spirituale
si era disteso sul pensiero ricorsivo
e su quello riflessivo non solo per spirito di contraddizione
ma anche per un inquietante voltarsi le spalle e cercarsi unaltra
via, unaltra reazione spirituale che potesse farlo stravedere
per lignoto o lintuizione
ed una sera irruppe
davvero la temuta coercizione dellatto creativo e la scossa
tellurica della presa di coscienza fece crollare le ultime cimase
dei Palazzi e delle Ville
la spianata si era compiuta e i
danzatori di guardia al mistero si rimisero alla notte per festeggiare
levento
sulla carta volle riportare i dolorosi affanni
e le finezze di quei danzatori immanenti per non doverli mai dimenticare
e ad ogni domanda si ripropose come scriba e memoria così
da donare voce allinconsistenza e non cedere più
al disincanto
Orsù danzatori dagli stracci fulgenti,
vogliate dunque spiegarmi quale nuova dimora da abitare qui si
va erigendo e quale numero è il numero che ora state provando?
Grandi
risa si diffusero tra i danzatori
alcuni si piegarono a scoprire
le loro natiche sorriso, altri mostrarono il loro membro eretto
in segno di itifallica spontaneità
altre i loro seni
turgidi per una fertile ricostruzione
e tutti mimarono accoppiamenti
e lotte tra idilliche liberazioni e vortici dumori mentali
ciò
non convinse in verità F. il quale si era nel frattempo
rovesciato sottosopra a far fluire i suoi propri istinti in un
luogo appartato
quando poi tornò, chiese considerante
serietà e chiarezza, concretezza e poche velleità
e
non mancò di porre di nuovo tal e talaltra domanda
che la sua curiosità invitava a forgiare
i danzatori
si composero
solo per rispetto si rivestirono
ebbero
il loro buon da fare nel cercare la vestizione del banchiere o
del finanziere o delleconomista buon degustatore defficienza
o del professionista senza macchia
insomma di gente dabbene,
protetta da una faccia a culo, da un naso itifallico e da occhiaie
turgide come seni
Sccccccccccc,ccccccccscccccccccc,sscccccccscscscscsccccccccsc scccc sc scccccssssccc cccsccc (applausi del pubblico pagante) SILENZIO
F.: Udite, udite! Chi ha tornito il volto del calmucco indefesso? Chi fu?
SILENZIO SCONCERTANTE
..CHI FU?
F.: il nostro cuore batte ora di un grido di stanchezza per la nullità
è possibile discostarsi dalle fetide sponde di questa palude?
QUALCUNO TOSSISCE E POI SI SOFFIA IL NASO
F.: ma i danzatori invitanti cosa possono sulla nostra traccia di vita? Oggi a noi è dato solo di seguirli e ascoltarli
tremebonde coscienze e tagliafichi deglutanti si associano per farci perdere il significato del cammino
noi non lo permetteremo
o lo permetteremo?
SILENZIO
CHE SI FA, SI PERMETTE?
F.: predoni appiedati, io vho stimolato liliaca liberazione dal caso delloffesa e voi rimanete in silenzio sconcertante? Minchioni destruenti che non valete altro che la vostra faccia, ma vi rendete conto dellopportunità che la meraviglia oggi ci propone? Dellunica attività che oggi possiamo prendere al volo per volare via? Oh! ve ne rendete conto
logici cadenti?
SILENZIO CHE NESSUNO HA NIENTE DA DIRE
F. esce dalla porta laterale del teatro per non vedere luscita principale di tutte le cose
A questo punto la risoluzione degli eventi lo trattenne a sé in dolce attesa
un turibolo deccezioni inebriava la sua inattualità ad ogni oscillazione e definitivamente fu preso dalla cattiveria del contatto e del calore euforico del suo messale
e difatti aveva spedito un telegramma nella regione del Senno sul quale poi si leggeva:
Avanguardia Agorà Tecnici STOP le loro infinità e le intercessioni o le loro interconnessioni ci interessano - STOP
Il messale corse per mari et valli et paesaggi etc, per non doversi poi non stancare e quando giunse a destinazione fu accolto con indefessa sollecitudine alla bellezza dal caricatore dello schioppo universale e poi civettò con la cortigiana per solo un istante - giusto lideale damore che lo disanimava - quindi tornò arrecando con sé adeguate spiegazioni
.
Quando si presentò sulla soglia F. fu assai felice, tonificato, ed un poco eccitato alla vista di quel messale con lincarto
la chiarificazione del Senno non lo avrebbe sicuramente lasciato bere in solitaria ispirazione
e nemmeno quella platea del sempresilenzio sarebbe potuta rimanere indifferente
F. si liberò di sé per un breve collaudo e iniziò a leggere
Mio caro F., quello che ti porgo allattenzione è un giusto riguardo nei confronti del criterio meno sbrigativo per la libertà
mi dunque segua pedissequamente
noi intendiamo lAvanguardia è di questa roba che mi ha chiesto come luogo della crescita continua di coscienza e come casa del confronto, ma ancor più come gruppo di menti capaci di tenere alta una progettualità a lungo termine al di sopra delle parti e che combatta miopie di ogni genere
ora, sarà chiaro, caro F., che essa deve afferire alle idee proposte piuttosto che alle singole persone, ma solo le singole persone possono essere in grado di mantenere sempre attive le energie che queste idee esalano ed incanalarle in condotti ben costruiti e solidi. Me intiendes, F.? E per questo che pare preferibile individuare e mantenere le persone che incarnano lAvanguardia salde al loro posto e delegare loro il potere della lungimiranza. Questo sarà un lavoro difficile e faticoso perché è palese, come suggerisce il compagno compagnorum che per diventare una forza politica (in senso ampio) agli occhi del pubblico non basta appiccicare letichetta avanguardia a una teoria e a una pratica da retroguardia, ma bisogna lavorare molto e tenacemente, per elevare la nostra coscienza, il nostro spirito di iniziativa e la nostra energia.
Accanto allAvanguardia, dovranno essere presenti altre due entità pulsanti
per via che il sangue dellintero organismo ha da fluire in vorticosi flussi
e rispondono al nome, come sai, di Agorà e di Tecnìa.
La Tecnìa è il luogo dei tecnici
mi pare che nel mondo doggi è una moda essere tecnici e così come ogni moda si trasforma presto in necessità
se si vuole uscire salvi dalle pastoie dellincomprensione e della burocrazia, bisognerà avere dunque dei tecnici a disposizione. Tali tecnici vaglieranno i progetti che Avanguardia e Agorà gli proporranno e daranno su di essi altro che un parere tecnico appunto
soltanto tecnico
così se non ci sono i soldi, perché ci sarà qualcuno tra questi tecnici che terrà la contabilità, dirà che quel progetto è troppo caro o che necessita di troppe autorizzazioni o quantaltro
in questo modo chi partorisce idee lo potrà fare in libertà senza stare a preoccuparsi deventualità corrosivamente contingenti
lè chiaro F.?
LAgorà, piazza di mercato, è lorganismo principe, quello che contiene in sé tutti gli associati e che lavora a proporre, organizzare e attuare idee
il suo lavoro deve essere svolto di concerto con LAvanguardia che dovrà scolpire leticità delle proposte secondo un gioco di continui rimandi
lAgorà propone, la proposta viene discussa dallAvanguardia che la ripropone allAgorà, se questa non accetta le modifiche la ripropone in diversa forma allAvanguardia fino a che non è accettata dai due e girata ai tecnici quindi formalizzata
mi raccomando F. di lasciare notevole elasticità a tutto il gioco senza trasformarlo in burocrazia permanente
mi raccomando anche di optare sempre per il non voto, fino a che ciò sia possibile, così da spingere allestremo il dialogo fra le parti secondo i dettami del così detto centralismo democratico
A questo punto della notte tengo un appuntamento e ti saluto
la regina del caleidoscopio biliare mi ha invitato al suo banchetto di beneficenza in favore dei bambini che non hanno i capelli biondi e sono tenuto ad intervenire per sbeffeggiarne i crismi
DOMINIO CONSENSO
Dono saluti
Io
Letto lincarto, F. si sovrappose a se stesso per coerenza e si rifiutò ladeguata comprensione
gli pareva del resto che solo lintuizione lavesse scosso un tantinino
si mobilitò e andò in teatro a vedere il suo pubblico dormiente...
F.: lessi prima tranche che Gaio Senno mi pose
Oh! Chiarezza della chiarezza, misconosci forse le mie capacità? Poco si è risolto nel mio spirito che qui ancora giace riverso e senza vita
che devo ancora fare? Invitare Senno qui da me? Andare io da lui?
rimanere pigro e muto? Che devo fare gentili ascoltatori?
SILENZIO SCONCERTANTE
F.: Oh! Dico vobis
ci siete? Rispondete?
QUALCUNO TOSSISCE SOTTOVOCE
F.: quale afflato posso scegliere tra i tanti che mi spidocchiano il corazòn? Il primo, il terzo o quello che mi dona identità certa e riconoscimento da parte dei ciechi?...
SI ODONO TRILLI DI PICCOLI TELEFONI
FONTRILLI INQUIETANTI
MA NON BATTITI DI POLSO
F. esce dalluscita laterale per non essere scoperto miscredente
Dunque, dunque
oggi non è ancora passato e domani non è ancora giunto
quale certezza? Mi chiedo delle priorità del mio senso ed ancora non ho visto fluttuare di fronte a me la bandiera sui pennoni della visione esplosiva
musica! Odo musica di tamburi e zufoli acuti
i danzatori ancora si divertono nellisteria della liberagioia
si lasciano trasportare dai debordanti canti dellubriachezza rubizza e levano in alto parole turbinose e infuocate
i loro piedi pestano la paura della colpa in omaggio alla libertà e si gonfiano di carne i loro muscoli tesi
hanno il patrimonio del ludico incanto tra le loro piume sfolgoranti
dòn, Dàauu, diiìì, daààà
un attimo! Dico a voi, un attimo! Fermatevi un attimo che vorrei sapere perché
Ascoltatemi! Un attimo
!
Ma la danza non ebbe fine che a mattino ed al mattino i danzatori si rifugiarono tutti nel silenzio delle loro ali piumate
F. non volle svegliarli per iniziarli alla realtà e rimase assopito nel sonno della sua notte ai bordi della chiarezza
Dunque, dunque
liberagioia dora in poi a vegliarmi la notte del senso
sarà possibile? Da quando osservo danzatori notturni, mi pare daver appreso che il culo è un sorriso e la vita un peto alla salvia
tòc, tòc, buongiorno miei prodi
la fanteria muoverà guerra alla serietà della forma
state attenti, attenti
ed F. passò quel giorno di fronte al suo specchio mimando il tempo che fugge
Giunse trafelato alla biblioteca della città e si ruppe sui tomi occulti della sapienza
F. si conosceva e predicava di sé la parte migliore e peggiore
ma da quando smise di sapersi egli stesso se stesso, aveva iniziato ad imparare nuove e più strabilianti cause
aprì il tomo uno e lesse con perizia:
Agorà:
..
Avanguardia:
.
Tecnici:
.
Ora davvero sento meglio il sangue scorrere e la fluidità giovare alla prassi, si potrebbe in effetti costruire qualcosa daltro che questa razionalità abusata nata dal controllo e che nel controllo si giustifica
oh! Ma guarda guarda e senti senti come silluminano e stridono i gangli del riflettere mio
devo assolutamente comprendere meglio
Ettòrre, presto, vai a spedire domanda di comprensione su carta saponata al nostro Gaio Senno e specifica: Avanguardia e struttura base
perché è meglio esser chiari piuttosto che vuoti, ma oscuri piuttosto che sapienti
io intanto rileggo le ultime domande per il mio prossimo esame di coscienza.
Giunse prima di tutti i previsti il messo di ritorno e con curiosità spicciola F. aprì la missiva sua:
caro F., mi congratulo con lei per limpegno e per la costanza e per linizio io le porgo un quantitativo libidinoso di saluti e baci
ed or dunque procediamo per punti.
Già si disse che la caratteristica dellAvanguardia è quella dessere un organismo abile e aperto, calato nella società e non da essa alienato, pronto a elaborare teorie e critiche e, soprattutto, con il compito di costruire la linea di pensiero che le idee nate dovranno seguire
Il tentativo di completezza dovrà essere issato sullalbero della prassi così che i suoi membri siano costantemente a conoscenza ognuno di tutto ciò che accade e non dovranno esistere aree di specifica competenza al suo interno, tuttal più dei meri referenti. Sarà perciò inammissibile, in seno allAvanguardia, la creazione di gruppi autonomi o che autonomamente lavorino senza farlo presente agli altri membri.
LAvanguardia non ha potere decisionale dal momento che ogni sua decisione deve essere vagliata e discussa da Agorà e Tecnici, così come ho già detto, ma sarà lei e sotto sua piena responsabilità a dare infine il via ad ogni progetto del quale dovrà chiarire i mezzi per portarlo a termine, il fine e lefficacia.
LAvanguardia sarà inizialmente composta da 10 persone, cioè i nove fondatori più un esterno; eventualmente questo numero potrà aumentare fino a che è però possibile mantenere una rapida capacità di movimento, capacità decisa dagli stessi membri in accordo con lAgorà. Lentrata di nuovi avanguardisti o leventuale destituzione di qualcuno di essi dovrà essere discussa in un apposito Forum Generale per lAvanguardia che potrà essere convocato un sola volta allanno sia dallAvanguardia che dallAgorà e che dovrà deliberare su un solo membro sia che si tratti di una nomina che di una destituzione.
LAvanguardia dovrà costantemente rendere trasparenti le sue elaborazioni ed impegnarsi a creare una sorta di Almanacco Aperiodico il quale collezioni progetti, materiale di eventi accaduti, mostre, interventi, ecc.. Niente deve andare perduto ed ogni idea, che sia passata o no, dovrà comunque avere la dignità del ricordo.
ONLUS???
Altro quando vuoi, mio caro F. e ti invidio di persona
A presto
Gaio Senno
F. ripiegò la missiva e la pose sul sentiero delle cose spiegate, le diede una piccola spinta ed essa cominciò a camminare
ora vorrò dormire senza disturbi e senza dolore
il pubblico, poi, sarà ancora tutto al teatro senza spettacolo così che il silenzio regnerà illuminato su questo concetto
Ma tuttavia passarono eterni incrementi di tempo ed F. non prese sonno, lo lasciò anzi libero di vagare qua e là per cornucopie dinganni
si disse allora che lunica soluzione sarebbe stata quella di chiedere ai danzatori una goccia della loro pozione per il canto perpetuo
così fece. Si alzò e giunto presso di loro non esitò a contrattare un po di pozione in cambio di un po di realtà
a causa di sé, le buttò giù tutte dun sorso, pozione e realtà, mettendosi dimprovviso a chiantare: Samparò! Samparò!
hai trebbiolato il cinamo? Samparò
chiantava F. tinvolgendosi nel suo deflutto preferito
Samparò! F., che era salito nel frattempo sullorizzonte di sbieco allusuale, scendeva ora nella lentezza dellintorno e nella aspecificità del mondo
poi si arrampicò sul porsi ad ascoltare senza ansia di risultati e, lasciandosi scivolare allombra delle fronde del complesso, si mise a divagare senza tempo dietro agli sciami dei punti di svista
un punto qui, uno di su, un punto tondo dinfinita piccolezza ma buono lo stesso per una lettera maiuscola
Di concreto cera che approcciava i dettami in collera e screditava gli oggettivi in nuce
cucinava in bella posta i suoi onirici spiedini e li dava in pasto ai tristi misti
non si aspettava oramai, ma camminava sempre più in avanti sul proprio passo danzante e così F. si spopolò più rapidamente di un nido di gabiodali marini e tutti i suoi sensi se ne andarono liberi per il coraggio dellazzardo e limpegno dellignoto
contro lorganizzatore tecnico! contro lorganiz-zatore tecnico! Si udiva intanto in lontananza
Quando si riprese, F. pensò di teatrare subito al suo pubblico gli eventi accaduti per una felice condivisione
F.: miei cari, oggi gli orizzonti si sono accavallati allorizzonte e di più si può comprendere nellincompren-sione
forse si può addirittura tentare la liberagioia con larma della seduzione o con il coraggio dellazzardo
essere liberi?
SILENZIO SCONCERTANTE
F.: capisco gli importunismi che ciò provoca alla forma sociale ed alla propria, ma ne va del nostro respiro, della nostra aria aromatizzata, del nostro pirotecnico divertimento
non credete?
QUALCUNO SI DRIZZA SULLA SEDIA MA SENZA ECCESSI
F.: in fondo non è che abbiamo molto tempo per informarci che le cose possono essere cambiate e poi sorridere a cambiarle con un sorriso sul culo
il minuetto della nostra esistenza lo vorremo suonare noi
no?
SI ODONO SCARTARE PACCHETTI DI CROC-CANTINI E COLPI DI PERTOSSE
F.: mi sentite?
mi sentite? Miseri abbeveratoi, acque immobili e stagni da pesca?
dico a voi
o non ci son più versi?
SILENZIO
F. uscì dalla porta laterale per non sbattere quella principale
Quasi bene lAvanguardia, ma delucidazioni sullAgorà mi sono essenziali per la parte della mia personalità che si volge allesterno
quasi, quasi invito Gaio Senno qui da me e ci parlo di persona
allora, foglio
la penna
dovè la penna? Eccola!
sì, dunque
Caro Gaio Senno, vorrebbe raggiungermi qui da presso (?), per scambio di parole molte? Grazie. Tuo F. Così può andare
attenderò risposta.
Quando Gaio Senno giunse lì da presso e senza preavviso, trovò F. impegnato in una frenetica danza dai contorni verniciati dazzurro in cui il tempo costruiva amache per tutti e i passerotti si comportavano da grossi felini pennuti
gli itifallici danzatori si rincorrevano al suono dindondante delle campanelle e dei rossi porpora mentre alcuni pensieri alati si riposavano sui rami in fiore...Fermi tutti! Fermi tutti!
gridò F
.è giunto qui da noi Gaio Senno
presto, presto, prepariamo il convivio daccoglienza
facciamo presto. Tutti si mossero da una parte allaltra allestendo il grande tavolo del vino in quantità e della pietanza in abbondanza
Gaio Senno, per niente sorpreso, ma felice, si pose subito a saziarsi di dettagli culinari e tutti fecero lo stesso tra fuochi esplosivi debbrezza e macchie dolio buono
Gaio Senno: noto con piacere che hai coscienza, caro F.
F.: ti ringrazio, ma daltra parte è inutile sporcare per terra se non si vuole camminare
Gaio Senno: non ti capisco, ma è con coscienza che lo faccio
Dimmi dunque, dopo avermi passato quel lardo di Colonnata assolutamente non a norma, cosa è che vuoi sapere
?
(continuerà)