Documenti
Raccontamento
Origini
Idee
Il Compost
Per Carta
FdS
190200


LA FABBRICA DEL SOLE


Ciò che principalmente ci preme è il fatto di provvedere ad un regionalismo\ localismo\atomismo che possa rendere migliore la partecipazione alla scommessa del cambiamento. La realtà, quindi, in cui ci siamo posti ad operare è, essenzialmente, quella comunale. Il provincialismo non è la nostra aspirazione, tutt’altro, ma crediamo che per combattere l’annientamento della globale uniformazione, sia doveroso ristabilire dei confini che possano mantenere ancora la capacità di scambio vero, e non virtuale, tra gli esseri umani. La Polis, come esempio di luogo ristretto d’interazione, potrebbe essere un modello di localismo da sfruttare e con essa proprio il concetto di Agorà; Agorà che fuoriesce dall’organizzazione della nostra Associazione per abbracciare idealmente anche la città. Se l’Agora è il luogo in cui le idee possono incontrarsi per crescere insieme, svilupparsi, acquisire forza e organicità, se è il centro di un dialogo in cui si può accrescere il valore di ognuno, di ogni intuizione e di ogni nuova idea e se l’agora greca presupponeva una piazza, così noi presupponiamo un ritorno al luogo aperto, al luogo non più deputato che possa divenire reale momento di scambio e di ritorno alla parola. La città dovrebbe ritornare ad essere lo spazio dell’acquisizione di novità, lo spazio della comune gestione della propria vita sociale; aperta, ampia, vincolata al suo valore di luogo in comune, la città deve poter ispirare in ognuno l’idea della condivisione. Quello che noi facciamo lo facciamo, allora, per la Città dal momento che crediamo debba essere lei il fulcro del nostro esperimento.
In questa direzione va il primo progetto che concretamente stiamo portando avanti: quello di un impianto di compostaggio per compost agronomico di elevata qualità e che è stato il primo beneficiario di un finanziamento a fondo perduto da parte del Ministero per l’Ambiente pari ad un Miliardo e Seicento Milioni. Si tratta di trasformare i rifiuti organici solidi, sia provenienti dalla frazione secca (potature, scarti di falegnameria, etc.), sia quelli provenienti dalla frazione umida (tutto ciò che di organico buttiamo di solito nell'immondizia e che raggiunge il 40% del totale dei rifiuti), in fertilizzante di elevatissima qualità e assolutamente ecocompatibile. Un impianto come quello da noi proposto, oltre ad avere una fondamentale valenza ecologica in termini di sostenibilità ambientale, dal momento che solo in questo modo il ciclo che va dalla produzione di organico al suo utilizzo come fertilizzante può chiudersi, ha anche la caratteristica di essere assolutamente all’avanguardia in Italia e nel mondo, disponendo di una tecnologia particolarmente avanzata che consente un bassissimo impatto ambientale. Ma la nostra idea va al di là di fornire alla città un impianto che la porrebbe comunque tra i primi posti nel campo della tutela ambientale, la nostra idea prevede anche e soprattutto di mettere tale impianto al centro di una vasta opera di sensibilizzazione. Esso infatti può essere veicolo non solo di una essenziale campagna circa il senso dello sviluppo sostenibile, dei rischi globali che ogni aggressione all’ecosistema provoca come conseguenza, dell’importanza del riutilizzo come risparmio energetico, ecc., ma anche via d’ingresso per un rinnovato modo d’intendere il ‘mondo della vita’. Un impianto di compostaggio prevede infatti un’attenta opera di differenziazione dei rifiuti e questo significa porre grande attenzione al significato del concetto di consumo, di spreco, di collettività, di perdita di tempo a favore del sistema, di qualità, di alternativa, di umanizzazione, tutte parole che possono essere facilmente estrapolate dalla contingenza e divenire campi di dibattito e di dialogo in favore di un modo differente di intendere il vivere civile. In più, tale sensibilizzazione, dovrà essere l’occasione per far in modo che i cittadini si riapproprino della città attraverso una attività partecipativa ampia. La Partecipazione è infatti l’unico modo per far tornare a riflettere i cittadini sul loro possibile ruolo di detentori di collettività ed anche specchio che può rifletterne le reali esigenze di ognuno. Sensibilizzare utilizzando la strada e la piazza ed in generale tutti quei luoghi non più destinati ad un reale scambio sociale così che la partecipazione si ampli e diffonda quanto più possibile, è un mezzo chiaro per non avallare più l’atto privatistico.
Ma accanto alla fondamentale opera di sensibilizzazione è altrettanto necessario puntare alla Qualità dell’intera operazione, una qualità che deve essere assolutamente mantenuta nel tempo affinché non muoia l’idea di progettualità a lungo termine che per noi è il discrimine di ogni buon Modello; Qualità non solo data dal fatto che la speculazione non esiste, ma anche qualità nell’attenzione al controllo della raccolta differenziata e alla ricerca mirata al miglioramento costante del prodotto finale.
Parte di quello che potremo guadagnare da questa sfida è destinato all’operazione ‘Convivio’.
Tale operazione prevede l’affitto e la ristrutturazione di un casolare in aperta campagna, casolare già individuato e per la ristrutturazione del quale sono appena iniziati i lavori, ove organizzare un convivio in piena regola. Organizzare cioè uno spazio in cui sia possibile mangiare cibi tradizionali e semplici (abbiamo a disposizione due tra i più bravi cuochi della Toscana) e nello stesso tempo parlare degli argomenti più disparati allestendo Seminari d’approfondimento. Ritornare alla tradizione locale non è soltanto una questione di nostalgia. Vuole essere una riscoperta di sapori eccezionali ed un affronto alla globalizzazione anche del gusto. Vi si potranno così assaggiare piatti tipici o, se si vorrà, il ‘piatto politico’, cioè un piatto a prezzo politico. In giorni stabiliti ci sarà poi un ospite per il ‘convivio significante’, con cui intessere discussioni fino a tarda notte, abbattere qualunque formalismo e ‘perdere tempo’ a mangiare disquisendo di filosofia, fisica, arte, matematica…interagendo nella familiarità più completa. Ci sarà anche lo spazio per mostre di pittura, cabaret e musica. In questo modo vorremmo creare un Nodo di una rete estesa per tutta Europa che raccolga varie esperienze artistiche e possa, anche fisicamente, dare ospitalità a quanti vogliano passare del tempo, per studio o lavoro, da queste parti.
Nel frattempo, in attesa dell’avvio del ‘Convivio’, è aperto, nel centro di Arezzo, un piccolo fondo in cui è possibile prendere del tè e leggere libri dalla biblioteca, nonché collegarsi ad Internet e fare pratica di Linux (gratuito e alternativo sistema operativo).
Numerosi altri sono i progetti in cantiere, come l’apertura di uno sportello di Banca Etica anche ad Arezzo, la costituzione di un marchio di qualità capace di garantire la qualità e la genuinità dei prodotti o la diffusione maggiore di LINUX in appoggio al settore pubblico per migliorarne il funzionamento, ma è ora prematuro esporli nel dettaglio dal momento che non abbiamo ancora i mezzi materiali per realizzarli. Tuttavia speriamo di reperirli al più presto così da continuare la nostra lotta con sempre maggiore forza; per questo chiediamo a chiunque fosse interessato di farsi avanti ed unirsi a noi.